L'ARCHIVIO

E poi, esattamente come i viaggiatori veneziani che tanto lo affascinavano, anche lui aveva passato l’intera vita adulta in Asia. Fili lunghi e misteriosi sembravano legare questo fiorentino alla città della laguna.

Angela Terzani Staude

Ricordi di una vita straordinaria

L’archivio Terzani alla Fondazione Giorgio Cini di Venezia ha due date di nascita: il 2012, anno in cui la famiglia decise di donare la vasta biblioteca dello scrittore, e il 2014, quando, a coronare l’opera di due anni prima, venne firmato l’atto di donazione dell’intero archivio.
Come ci tiene a specificare Eva, l’archivista che mi riceve all’ingresso della fondazione il primo giorno delle mie ricerche, quando il materiale è arrivato da Firenze era organizzato solo in una piccola parte; i libri della biblioteca suddivisi per stati asiatici e il materiale fotografico in faldoni etichettati con date e luoghi.
Attraversiamo chiostri e colonne, corridoi antichi in cui i nostri passi rimbombano umidi ed entriamo in una stanzetta quadrata tappezzata di libri. Il sole riflesso dalla laguna si scompone in minuscole fiammelle di luce e colpisce i vetri che custodiscono i ricordi di questa vita straordinaria: tutti gli articoli per Der Spiegel e il Corriere, blocchetti e diari di viaggio, mappe su cui sono stati appuntati orari e coincidenze. Ma soprattutto fotografie. Stampate, in negativo, o rimaste in piccole tessere di provini a contatto.
È tutto ancora in fase di catalogazione, continua Eva, che tutti i giorni in questa stanza aggiunge un tassello all’ordine definitivo delle opere e della vita di Tiziano Terzani. L’archivio, così, non è mai impolverato ma, proprio come nei desideri di Angela, e dei figli Folco e Saskia, rimane sempre vivo e accogliente per chiunque voglia esplorarlo.

L’isola dei poeti

Perché Venezia? verrebbe da chiedersi, visto che Tiziano Terzani era orgogliosamente fiorentino e con questa città non ha mai avuto nulla a che fare. Come ama sottolineare sua moglie, Angela Terzani Staude, durante il convegno in occasione della donazione della biblioteca nel 2012, Venezia era il punto di snodo tra Occidente e Oriente, il punto di partenza per mercanti, gesuiti e avventurieri che amavano spingersi – e a volte perdersi – nelle terre d’Asia.
Tuttavia, ad essere scelta come luogo di conservazione dell’archivio non è solo la città di Venezia, ma un’isola, piccolissima, che galleggia indisturbata nella laguna.
Ed è sempre Angela Terzani a ricordare che proprio nell’Indovino, quando a bordo della Trieste stanno attraversando l’Oceano Indiano in rotta verso Singapore, Tiziano si immagina un’isola abitata da una tribù di poeti, irraggiungibile e per questo preservata dalla modernità, «tenuta in serbo per quando, dopo il Medioevo del materialismo, l’umanità dovrà ricominciare a mettere altri valori nella propria esistenza».
Che non l’abbia forse trovata, a due passi da San Marco, la sua “isola dei poeti”?