TIZIANO TERZANI

E così come la musica mi riportava nell’atmosfera di quei giorni, mi ci riportavano anche le foto. Feci stampare una serie di quelle che avevo fatto a Saigon e le attaccai tutt’intorno alla mia scrivania. Rivedevo così i posti e le persone e questo mi aiutava a scrivere. Io, le foto le ho sempre usate così.

Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio

Tiziano Terzani viaggiatore giornalista e scrittore

Trent’anni di viaggi in Asia, sulle grandi tracce della Storia ma soprattutto su quelle più profonde e intime della ricerca di sé. Da una parte articoli sferzanti e incisivi per importanti testate italiane, come il Corriere, e internazionali, come l’amato Der Spiegel; dall’altra narrazioni di avventure e diari di viaggio di un animo costantemente inquieto.
L’irrequieta contraddizione tra l’appiccicosa fiorentinità e l’anelito a un’adesione spirituale con il mistero asiatico sono anche al centro del suo libro più importante, quello della svolta, della chiusura con la fase giornalistica, Un indovino mi disse.
Tutto nasce da una profezia che si trasforma in una preziossima occasione. Il rischio di morire in un incidente aereo nel pallottoliere di un indovino di Hong Kong nel 1976 è infatti il punto di partenza di un viaggio ‘senz’ali’ durante tutto il 1993.
Gli spostamenti tornano ad avere il sapore dell’attesa tipico dei viaggi di inizio secolo; le frontiere, le macchine sgangherate, i visti, le navi lente e i treni traboccanti di umanità. E soprattutto l’incontro con indovini, stregoni, astrologi e meditatori a ogni sosta del cammino non tanto per scoprire il proprio futuro quanto per mantenere il più possibile presente e vivo un passato in pericolo.

Tiziano Terzani fotografo

A raccontare questo viaggio, tuttavia, non sono solo i ventisette capitoli del libro ma un’eredità su pellicola di cui pochi sono a conoscenza: fotografie, negativi e provini a contatto chiusi in faldoni e fino ad oggi inediti.
Quando prende appunti sugli episodi a cui assiste, il Terzani giornalista sa che deve farlo con la stessa velocità in cui accadono. Ma molto spesso la mano non riesce a correre dietro alla realtà e così si rende presto conto che la fotografia sarà una sua grande alleata. Lei sola è in grado, istantaneamente, di percepire e imprimere su carta dettagli che la scrittura non coglie e che la memoria non riesce a trattenere. Nella trasformazione da appunti a libri, i provini e le stampe si riveleranno quindi i taccuini più affidabili, proprio come quando si troverà a scrivere Giai Phong! La liberazione di Saigon nella sua casa dell’Orsigna.
Le foto avevano il potere di immergerlo più profondamente in quel mondo che aveva scelto e che sognava di raggiungere nuovamente una volta tornato a casa.